• CHIESA MADRE

images

La Chiesa madre dedicata a SAN GIOVANNI BATTISTA risale al XII-XIII sec. d.C. costruzione recentemente restaurata per ridargli la sua antica luminosità interna, nonchè, la sua splendida immagine di chiesa madre. La chiesa insiste su una costruzione più antica: Alla base del campanile è visibile un pezzo di cornice con un iscrizione medievale. è una struttura a tre navate con campanile ad impianto medievale, che ha subito radicali trasformazioni nel tempo. Nell'interno conserva un CROCIFISSO d'argento del sec XVII, le tele dipinte ad olio: Madonna Del Rosario (Sull'ingresso della Sagrestia), attribuita ad Aniello De Lardello del XVI sec. (Nella parte inferiore al centro del dipinto è visibile, dietro San Francesca e Santa Chiara l'immagine dei Signori che hanno commissionato il quadro stesso, così com'era uso fare all'epoca), e sul lato opposto la Decapitazione di San Giovanni Battista e il Purgatorio del sec. XVIII, oltre a diverse sculture lignee risalenti allo stesso secolo. Sempre all'interno della Chiesa, durante i recenti lavori di restauro, è venuta alla luce una lastra di pietra, che era la lapide di chiusura della tomba di un prete, sepolto all'interno della Chiesa stessa. Sulla lapide, esposta all'ingresso della sagrestia sono riportate le seguenti parole: " FATUM SUSTOLLIT SACERDOTI CUNCTA MUNERA A.D. 1574". I lavori di restauro, inoltre, hanno scoperte delle tombe di alcuni vescovi che durante i secoli passati sono morti a Chiaromonte che era sede estiva della Diocesi. Una lapide ne ricorda i nomi e le epoche in cui, presumibilmente, sono decaduti. I veri gioielli della Chiesa sono: Una Statua lignea del sec. XIII ed ai suoi piedi il corpo mummificato del Beato Giovanni Da Caramola. 

 

  • COLLEGIATA INSIGNE DI SAN TOMMASO APOSTOLO                                                                                                          chiaromonte_chiesa_di_san_tommaso_apostolo

Costruita nel sec. XIV, come cappella della fortezza, solo successivamente è stata ceduta al clero. Di recente restaurazione, è stata riaperta al culto l'8 agosto 2005. Inizialmente era la cappella della fortezza, di ciò è testimone il ponte che collegava adiacente Castello e che permetteva, soprattutto alla Contessa ed al suo corteo di damigelle di accedervi per le funzioni religiosi, senza dover uscire dal Castello e senza farsi vedere dai popolani. Attualmente il passaggio è stato murato, proprio per dividere i possedimenti della curia da quelli della sovraintendenza. Tra le sue campane, che conservano ancora perfetto l'antico squillo, ve n'è una, la maggiore, che fu fusa da Luca Pipino monaco cilentano nel 1092 e un'altra fusa da Ferdinando Oliva nel 1799. All'interno si ammira il cinquecentesco Altare Maggiore d'arte barocca, in marmo policromo ad intarsio proveniente dalla distrutta Abbazia  cistercense di Santa Maria del Sagittario, un Crocifisso ligneo del secolo XIII, due tele dipinte ad olio, appartenenti alla scuola di Luca Giordano del secolo XVII, raffiguranti la Purificazione e la Madonna in Gloria con Angeli e Santi, nonchè un fonte battesimale e un acqua santiera in pietra risalenti al 1574. Nel locale interno, adiacenti al campanile è stato organizzato un piccolo museo di arte sacra che raccoglie gli oggetti più preziosi di cui le due chiese maggiori di Chiaromonte furono dotate in passato.

 

  • ABBAZIA DEL SAGITTARIO                                                                                                                                             image008

Nella diocesi di Anglona c'erano tre Abbazie concistoriali: una di queste dedicata a S. Maria del sagittario dell'ordine cistercense che godeva della massima venerazione dei popoli vicini, avendo, tra l'altro il privilegio di custodire il corpo del Beato Giovanni da Caramola. Secondo l'Abbate de Lauro sarebbe il 1152 l'anno di fondazione dell'abbazia. Nel 1309, Riccardo, figlio di Agnese Chiaromonte e di Rinaldo del Guasto, donò al monastero le terre di Rocca Imperiale, San Nicola de Pertugio, San Nicola de Salza e Senise. Nel 1320, Margerita e Giacomo Sanseverino lo dotarono di altre rendite, lo abbellirono e lo resero titolare di particolari benefici, confermati anche da Federico re di Napoli. Da questo momento il monastero divenne sempre più ricco e importante. I suoi possedimenti e i suoi benefici vennero riconosciuti e riconfermati da Alfonso d'Aragona nel 1444. Dipendeva da questo monastero la grancia di Ventrile, ex monastero benedettino del XI secolo intitolato alla Visitazione di Maria Vergine. Il monastero e la grancia restarono attivi sino al 1807 quando, a seguito di una legge, vennero incamerati dal demanio. Da quell'anno, i contadini della zona cominciarono ad abbattere l'abbazia e utilizzarne le pietre dei muri per costruire case e circondare campi ed orti.  Del glorioso e grande Monastero a tre piani, con officine, magazzini e stalle, resta ben poco. I suoi ruderi che intorno alla metà di questo secolo erano ancora imponenti sono stati distrutti o inglobati da costruzioni nuove. Oggi resta in piedi praticamente solo il campanile quadrato, a tre ordini, semidiroccato e assediato da edifici moderni; Mentre una modesta costruzione eretta nel 1941 è chiamata "Cappella", custodisce la statua della Madonna del Carmine, la cui festa si celebra il 22 Agosto.                                                                                                                                                                                                                                                                                           

  • CONVENTO SAN PASQUALE

Alla fine del XVII secolo, in direzione sud/est, nelle immediate vicinanze del centro abitato di Chiaromonte, nell'area dove era ubicata l'antica Area Sacra, sorgeva già il convento di San Pasquale, donato dal principe Bisignano agli Alcantarini. Non si conosce l'epoca della fondazione. Il convento venne soppresso nel 1808 e nel 1852 era già ridotto a rudere quando il vescovo Gennaro Maria Acciardi chiede alla cittadinanza di riedificarlo. Ma l'invito, per ragioni economiche, non sortì risultati. Oggi ritroviamo soltanto un locale che all'origine faceva parte di una cappella, come attestano i muretti di una campana sul tetto, affiancato da una stanza, ove è custodita la statua del Santo, in onore del quale si celebra una messa il 17 maggio di ogni anno.                  .